state rilevate in pesci, molluschi e crostacei, e diversi studi confermano che l’esposizione umana attraverso l’alimentazione è possibile.
In una ricerca condotta su prodotti ittici acquistati sul mercato australiano, materiale plastico è stato rilevato nelle parti commestibili di ostriche, gamberi, granchi, calamari e sardine, con differenze significative tra le specie.
Questi dati non devono però essere trasformati in una classifica universale dei pesci “più contaminati”. Le concentrazioni dipendono dall’ambiente, dalla specie, dalle parti consumate e soprattutto dal metodo utilizzato per l’analisi.
Allo stesso modo, la famosa stima secondo cui ingeriremmo